STAGIONE CONCERTISTICA 2014/15

 

Desenzano sempre più città della musica 1 Orchestra Filarmonica Italiana

La stagione concertistica 2014/2015 abbraccia l’intera città. Nove date, varie sedi e grandi interpreti a partire da sabato 8 novembre

 

Locandina Stagione concertistica (2)

 

Desenzano è sempre più città della musica. Anche quest’anno torna la stagione concertistica “Città di Desenzano del Garda” con nove date, grandi interpreti, solisti di fama internazionale e realtà del territorio per offrire concerti di pregio a un pubblico sempre più ampio.

I concerti, tutti a ingresso libero, toccheranno generi diversi e si svolgeranno in varie sedi cittadine (Duomo, Chiesa di San Giovanni decollato, palestra Catullo e chiesa di San Biagio a Rivoltella) per diffondere idealmente la musica in tutta la città. L’organizzazione, come nelle edizioni passate, è curata dall’amministrazione comunale con la preziosa collaborazione del Ned Ensemble, presieduto da Franco Masseroni, e la direzione artistica del M° Andrea Mannucci. È stato ottenuto il patrocinio della Regione Lombardia.

In questa edizione, afferma il sindaco Rosa Leso, «abbiamo scelto sedi diverse per offrire a tutta la comunità eventi culturali di qualità, che speriamo possano raccogliere l’interesse di molti. Crediamo fortemente nell’importanza di investire sulla cultura per costruire una comunità più salda nei propri valori e per contribuire al rilancio del turismo e della nostra economia».

La stagione si aprirà sabato 8 novembre alle ore 21 nel Duomo di Desenzano: protagonista del “Concerto inaugurale” sarà l’ Orchestra Filarmonica Italiana, con Bruno Righetti al clarinetto e la direzione del M° Andrea Mannucci. Gli altri appuntamenti continueranno da novembre fino a Pasqua. «L’impegno dell’amministrazione comunale e la stretta collaborazione con il Ned hanno permesso di elevare sempre più le proposte musicali, con ospiti prestigiosi, senza dimenticare tutti i molti talenti del nostro territorio che meritano di essere valorizzati», dichiara l’assessore alla Cultura Antonella Soccini.

Il direttore artistico Andrea Mannucci sottolinea: «La nuova stagione concertistica offre un ampio ventaglio di eventi musicali in grado di soddisfare il pubblico già formato alla classica e, al tempo stesso, avvicinare e sensibilizzare quello più vasto, soprattutto i giovani, proponendo un virtuoso mix di spettacoli, concerti e generi musicali».

Il programma completo è consultabile sul sito www.comune.desenzano.brescia.it

Il Comune ringrazia il Consorzio di tutela del Grana Padano per il sostegno economico.

 

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L’ARATRO del LAVAGNONE e EXPO 2015

Aratro-Lavagnone[1]

A PROPOSITO DI ARATRO E DI EXPO 2015

( Lettera aperta ai giornali)

 

Gent.mo Direttore,

mi permetto alcune considerazioni in merito agli articoli di stampa apparsi sui quotidiani locali e relativi all’opportunità o meno di esporre nel Padiglione Italia di Expo 2015 il reperto archeologico dell’aratro conservato presso il museo archeologico Rambotti di Desenzano del Garda.

E’ sorprendente come molte persone facciano affermazioni con l’unico scopo di “ dire qualcosa”, non importa cosa : l’importante è dire !

C’è il consigliere comunale che pur di avere visibilità sui giornali, dopo aver sentito che Sgarbi propone di portare a Expo i Bronzi di Riace, si affretta ad emularlo suggerendo di portare a Milano l’aratro più antico del mondo o almeno una sua copia.

C’è chi rivendica la proprietà dell’aratro affermando che appartiene al comune di Lonato e non a quello di Desenzano perché il Lavagnone, zona del ritrovamento, è anche di Lonato. ( Peccato che sia stato rinvenuto sulla parte di Desenzano).

C’è chi afferma che l’aratro va portato a Milano: COSTI QUEL CHE COSTI!

E c’è chi afferma che se l’aratro si rompe, va bè l’aggiustino! ( per la cronaca il recente restauro per una crepa è costato 14.000 euro ! per fortuna finanziati dal Rotary) e che anche se si rompe cosa ci perde Desenzano? …..e altre amenità simili.

L’aratro non è proprietà né del Comune di Desenzano, né di quello di Lonato: è proprietà dello Stato italiano sotto la tutela della Soprintendenza archeologica ed è affidato al Comune di Desenzano, territorio sul quale è stato ritrovato nel 1978.

Opportunamente restaurato è ora custodito nel locale Museo Rambotti, in un’apposita teca e in una stanza opportunamente climatizzata e monitorata al fine di assicurare adeguata conservazione al reperto stesso.

L’aratro del Lavagnone costituisce l’elemento identificativo del nostro Museo e, come tale, richiama numerosi visitatori italiani e stranieri. Senza di esso, anche temporaneamente, il museo perderebbe la sua identità e attrattività.

La sua fragilità, inoltre, non ne permette lo spostamento, come già ha avuto modo di affermare il Soprintendente regionale ai Beni archeologici e non è, a mio avviso, neppure il caso di riprodurre una copia, che, per altro, già esiste c/o il Museo di Trento.

Questi reperti archeologici assumono il loro valore se sono contestualizzati in un percorso che ne esprima il giusto significato.

Ecco allora che il Comune di Desenzano, in accordo con la Soprintendenza regionale ai Beni archeologici, sta valutando la realizzazione di pannelli, video, fotografie ( anche in 3D), dedicate proprio all’esemplare di aratro integro meglio conservato d’Europa e più in generale al sito UNESCO “ Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.

Inoltre Brescia, Desenzano, Sirmione, Toscolano, Cividate Camuno stanno predisponendo in collaborazione con l’assessorato al turismo di Regione Lombardia un progetto in rete sugli itinerari della Presistoria da promuovere ad Expo 2015.

Expo 2015 è un’occasione e un’opportunità, ma l’obiettivo non è Expo : occorre utilizzare la vetrina di Expo per stimolare la curiosità dei visitatori affinchè poi vengano a vedere gli originali nel contesto territoriale.

E magari apprezzeranno anche le tante eccellenze che, oltre l’aratro, il nostro territorio può offrire.

 

 

 

“La bellezza salverà il mondo” ( Dostoevskij)

La cultura deve tornare al centro delle scelte politico/amministrative desenzanesi come fulcro di una città vivace che, attraverso molteplici espressioni culturali, crea relazioni e opportunità di crescita fra i suoi cittadini e diventa polo di attrazione.

Creare occasioni culturali significa:

motivare e rendere più coeso , oltre che vivace, il tessuto sociale ;

Creare occasioni di incontro per i giovani e i meno giovani;

Avere cittadini più partecipi e attivi;

Favorire l’economia della città.20120307_0137 (Copia)

Desenzano sta sempre più diventando una “ città amica della musica”.

Lo dicono, meglio di tante parole, il consenso registrato dal primo Festival del jazz o il pubblico che ha affollato piazza Malvezzi e il Castello per la nostra Banda o la Scuola di Musica del Garda, o ancora l’animazione delle Notti bianche estive o il concerto dei giovani del 1° maggio nell’anfiteatro di villa Brunati a Rivoltella.

Ma soprattutto lo dice l’esito della scommessa, lanciata l’autunno scorso, per restituire a Desenzano una vera stagione concertistica.

La scelta di puntare sulla musica non ha fatto trascurare, ovviamente, e non trascurerà altre espressioni culturali  altrettanto importanti ( teatro, mostre, letteratura, prosa, poesia ecc.) puntando prioritariamente sul patrimonio locale, ma non solo.

La stagione concertistica “ Città di Desenzano” ha costruito una reputazione di alto livello, richiamando artisti di fama internazionale ed esportando il nome e le eccellenze della nostra città nel mondo.

La stagione concertistica 2013/2014, iniziata il 10 novembre scorso per terminare il 14 aprile 2014 con il Concerto di Pasqua nella chiesa di S.Biagio di Rivoltella, si articola in ben 11 concerti di grande fascino e di grande richiamo: i Solisti Veneti, diretti dal M° Claudio Scimone , l’accademia del teatro alla Scala diretta dal M.° Marco Angius, la violista Anna Serova, l’organista tedesco Hans Joachim Dumier, il giovane percussionista desenzanese Stefano Tononi, il clarinettista desenzanese Alessandro Carbonare, oggi primo clarinetto all’Accademia S.Cecilia di Roma.

L’edizione di quest’anno si presenta varia e rinnovata non solo come singoli artisti, ensemble, orchestre, ma come pluralità di generi, di epoche di riferimento, di variegate proposte culturali.ned

( il programma dettagliato è visibile su www.comune.desenzano.brescia.it o su www.nedensemble.com )

A tutto ciò si aggiunge il Primo Concorso Internazionale di composizione “ Monodramma “ che ha registrato la partecipazione di ben 28 artisti provenienti da vari Paesi, tra i quali un australiano e uno statunitense che si esibiranno a Desenzano nell’auditorium Celesti sabato 7 dicembre alle ore 20.30.

La stagione concertistica, realizzata grazie alla collaborazione con il NED ( Nuovo Ensemble Desenzano) presieduto da Franco Masseroni e dal direttore artistico M°. Andrea Mannucci, vuole unire i tempi e gli spazi della Città accompagnando tra novembre e aprile la stagione meno turistica, abbracciando idealmente il territorio comunale, dall’auditorium alle chiese del Duomo e di Rivoltella.

Far vivere Desenzano tutto l’anno, ricostruire e riscoprire il gusto dello stare insieme e fare comunità, rendere attrattiva la città anche al di fuori dei propri confini attraverso offerte culturali qualificate e di ampio respiro non è solo utile allo spirito ma diventa anche uno degli elementi per rilanciare la nostra economia.

 “La letteratura, l’arte, la musica, la ricerca scientifica di base  ci insegnano che l’umanità per diventare più umana ha bisogno di esaltare la gratuità e il disinteresse. Educare i giovani a questi saperi significa offrire loro una possibilità per diventare cittadini consapevoli, in grado di amare il bene comune, rinunciando agli egoismi e all’avidità che ormai dettano legge grazie al culto del profitto” ( Nuccio Ordine professore ordinario di letteratura italiana all’università della Calabria).

“ La bellezza salverà il mondo “ ( Dostoevskij) e la cultura che altro è se non “ bellezza” ?

Alba M. Baldo

 

MIGRANTI : c’è sempre un’altra prospettiva

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù! Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio!   E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva!( Robin Williams nel film “L’attimo fuggente”).

Per tentare di comprendere il fenomeno migratorio senza pregiudizi e condizionamenti è indispensabile conoscere i numeri della presenza straniera in Italia.

4,4 milioni di stranieri regolari e 420mila irregolari al 1° gennaio 2009 ( circa mezzo milione in più rispetto al 2008).

La comunità più numerosa è quella romena ( 21% del totale), seguita dall’albanese e dalla marocchina.

Rispetto alla popolazione italiana, la presenza degli immigrati si situa tra il 5,8% dell’inizio 2008, al 6,5% del 2009, al 7,3% (stima) del 2010.

A Desenzano gli stranieri su una popolazione di circa 28.000 abitanti  rappresentano il 13,4% .

Impiegati come operai nelle aziende locali e soprattutto nei bar,ristoranti e alberghi, svolgono prevalentemente bene il proprio lavoro.

Sono in costante crescita i nuclei familiari che conducono una vita da buoni cittadini.

CONSULTA: BOSSI-FINI; DENUNCIA NON BASTA PER NO A IMMIGRATI

 

Attuare una politica dell’integrazione significa affrontare il problema dal punto di vista culturale e politico sfatando i molti “luoghi comuni” presenti quali  : gli stranieri sono troppi, sono tutti clandestini, vengono tutti qui, vogliono costruire le moschee,ci rubano i posti di lavoro, arrivano solo i peggiori,si fanno curare a nostre spese, nelle graduatorie per la casa e per la scuola sono favoriti,ci portano via le nostre donne, ci vogliono classi per soli stranieri,non si vogliono integrare!!!

 

Affrontare il tema della migrazione significa confrontarsi con  una realtà complessa e articolata, un insieme di fattori legati al luogo di accoglienza, alle istituzioni  ma anche ai migranti stessi, da cui non si può prescindere.

 

Uno degli ostacoli principali, a livello sociale, nelle politiche di accoglienza è rappresentato dalla paura generata dalla “ non conoscenza” dell’altro. Ciò che conosco mi rassicura, ciò che non conosco mi spaventa ; chi conosco è una “ brava persona” , chi non conosco è “ diverso” e probabilmente pericoloso!

 

Il principio fondante dell’integrazione è la conoscenza : la conoscenza del fenomeno migratorio e la conoscenza delle persone. Questa contribuisce alla trasformazione delle relazioni, favorisce la creazione di legami. Infatti solo quello che si conosce smette di apparire estraneo, lontano, di essere fonte di paura.

Affinché l’immigrazione sia vissuta non come una minaccia, ma come un’opportunità, è necessario che essa sia governata e non subita.

“Se voi pero’ avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che , nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro.
Gli UNI SONO LA MIA PATRIA, GLI ALTRI MIEI STRANIERI”
. ( Don Lorenzo Milani)
Al ” pacchetto sicurezza” varato solo per ragioni di ordine pubblico , un Paese civile preferisce il ” pacchetto ACCOGLIENZA ” , nel rispetto delle Convenzioni Internazionali sul diritto di asilo. ( da Famiglia Cristiana n. 42 – 2013 )

 

IMMIGRAZIONE: RIFIUTIAMO LA RABBIA E LA PAURA, SCEGLIAMO LACCOGLIENZA E IL RISPETTO

 

Dopo la tragedia di Lampedusa,immigrati-lampedusa prima tra tante tragedie del mare, ritenevamo fosse il momento del silenzio, del rispetto delle vittime e dell’azione. Eravamo convinti che davanti ad eventi di questa portata, la risposta della Politica dovesse essere alta, pronta ad intervenire perché venissero tutelati diritti fondamentali dell’uomo ,invece ci troviamo a rispondere a becere provocazioni comparse su manifesti affissi in tutta Desenzano.

Siamo accusati di trattare temi che non riguardano il Comune e di sprecare tempo e denaro.,in effetti temi quali i diritti delle persone dovrebbero toccare la coscienza di ogni singolo cittadino.

La realtà delle migrazioni dei popoli e le conseguenti criticità legate all’integrazione dovrebbero toccare ogni cittadino desenzanese,dato che riguardano il 13,4% dei residenti:. un cittadino ogni sette. Tanti, tantissimi.

Forse chi stampa certi manifesti vede o sogna un Paese diverso, puro,ma la realtà non è quella. Basta aprire gli occhi per capire che viviamo in una città multiculturale. Ruolo della Politica è governare questa realtà attraverso giuste leggi che tutelino i diritti umani e che sappiano dare risposte a bisogni di cittadinanza, garantendo  diritti ed assicurandosene i doveri.

 

Una riflessione ci permettiamo sul ruolo del Consiglio Comunale .. Noi crediamo fortemente in una democrazia partecipativa, una democrazia dal basso, in cui ogni Istituzione può e deve dare il suo contributo al legislatore. Noi riteniamo che sia un nostro dovere di consiglieri, qualora nell’attività sul territorio riscontrassimo una necessità, di portarla  a conoscenza  delle Istituzioni competenti anche tramite il Consiglio Comunale.

Ci rattrista leggere dell’accusa di spreco di soldi che soffia sulla dilagante anti-politica, dato  che  non un centesimo è stato speso per questa questione.

La nostra città che è stata sede in passato di un famigerato Ispettorato per la razza non può essere così insultata da nuovi manifesti razzisti : e poi cosa significa “meritarsi di essere italiano”? Bisognerebbe  chiedersi cosa abbiamo fatto noi per essere italiani.

Lo Ius Soli temperato si limita a dare i vincoli di legge  a ciò che è già realtà. Il figlio di una famiglia stabilmente in Italia da anni, che andrà alle scuole italiane, si sentirà italiano, sarà a tutti gli effetti un italiano. Avrà tutti i doveri di un cittadino italiano, perchè togliergli i diritti?

La realtà è più avanti della legge, perchè avere paura a riallinearle?

Non solo di Ius Soli ci siamo occupati con la mozione presentata in consiglio comunale. Abbiamo affrontato il tema delle migrazioni, dei richiedenti asilo, dell’integrazione, in particolare dei minori. Il tema è complesso e in tutta la sua complessità lo abbiamo analizzato. Tema a noi parso urgente prima che la cronaca nera lo porta in prima pagina. Forse chi scrive o fa certe dichiarazioni sui giornali, non legge i testi…

Ci auguriamo che non ci siano più polemiche su questo tema, sulla pelle di persone, facendo leva sulla paura e le divisioni, molto facili da fomentare in un momento di crisi. Questo invece  è il momento in cui la nostra società deve stringersi assieme, perchè non si esce da una situazione di difficoltà, emarginando e dimenticando realtà fondamentali, ma ricordandoci sempre il valore e la dignità di ogni singola persona.

(Gruppi Consiliari:Aria Nuova-Partito Democratico)

Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio, sortirne tutti insieme è politica, sortirne da soli è avarizia.
Don Lorenzo Milanistranieri

 

 

 

 

PIOGGIA

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Pioggia

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia con lei
e fa vibrare l’anima addormentata del paesaggio.

È un bacio azzurro che riceve la Terra,
il mito primitivo che si rinnova.
Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
con una pace da lunghe sere.

È l’aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
e ci unge con lo spirito santo dei mari.
Quella che sparge la vita sui seminati
e nell’anima tristezza di ciò che non sappiamo.

La nostalgia terribile di una vita perduta,
il fatale sentimento di esser nati tardi,
o l’illusione inquieta di un domani impossibile
con l’inquietudine vicina del color della carne.

L’amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
nel contemplare le gocce morte sui vetri.

E son le gocce: occhi d’infinito che guardano
il bianco infinito che le generò.

Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
e vi lascia divine ferite di diamante.
Sono poeti dell’acqua che hanno visto e meditano
ciò che la folla dei fiumi ignora.

O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!

O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.

Il canto primitivo che dici al silenzio
e la storia sonora che racconti ai rami
il mio cuore deserto li commenta
in un nero e profondo pentagramma senza chiave.

La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all’orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla.

O pioggia silenziosa che gli alberi amano
e sei al piano dolcezza emozionante:
da’ all’anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell’anima addormentata del paesaggio!

( Federico Garcia Lorca )