VISIONI INCLUSIVE

“Il principio fondamentale deve essere la libertà dell’allievo, poiché solo la libertà consente uno sviluppo di manifestazioni spontanee, già presenti nella natura del bambino. Il bambino deve capire la differenza fra bene e male e compito dell’insegnante è che il bambino non confonda essere buono con l’immobilità e il male con l’attività.
L’intento deve essere quello di creare una disciplina per l’attività, il lavoro, il bene, non per l’immobilità, la passività, l’obbedienza. La disciplina deve emergere a partire dalla libertà; noi non consideriamo disciplinato un individuo reso silenzioso come un muto ed immobile come un paralitico: se è così egli è un individuo annichilito, non disciplinato.
Noi crediamo che un individuo disciplinato è padrone di se stesso e capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita. Non possiamo conoscere le conseguenze che avrà l’aver soffocato l’azione al momento in cui il bambino sta appena cominciando ad essere attivo: forse gli soffochiamo la vita stessa.
L’umanità si mostra in tutto il suo splendore durante l’età infantile come il sole si mostra all’alba ed il fiore nel momento in cui dispiega i suoi petali: e noi dobbiamo rispettare religiosamente, con riverenza, queste prime indicazioni di personalità.”

Da Il metodo Montessori – 1912

“L’umanità che si rivela in tutto il suo splendore intellettuale durante la dolce e tenera età dell’infanzia dovrebbe essere rispettata con una sorta di venerazione religiosa. E ‘come il sole che appare all’alba o un fiore appena sbocciato. L’educazione non può essere efficace se non aiuta il bambino ad aprire se stesso alla vita. “
Maria Montessori

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Aiutiamoli a fare da soli.

Per aiutare un bambino dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente.

Il bambino è insieme una speranza e una promessa per l’umanità.

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STAGIONE CONCERTISTICA 2014/15

 

Desenzano sempre più città della musica 1 Orchestra Filarmonica Italiana

La stagione concertistica 2014/2015 abbraccia l’intera città. Nove date, varie sedi e grandi interpreti a partire da sabato 8 novembre

 

Locandina Stagione concertistica (2)

 

Desenzano è sempre più città della musica. Anche quest’anno torna la stagione concertistica “Città di Desenzano del Garda” con nove date, grandi interpreti, solisti di fama internazionale e realtà del territorio per offrire concerti di pregio a un pubblico sempre più ampio.

I concerti, tutti a ingresso libero, toccheranno generi diversi e si svolgeranno in varie sedi cittadine (Duomo, Chiesa di San Giovanni decollato, palestra Catullo e chiesa di San Biagio a Rivoltella) per diffondere idealmente la musica in tutta la città. L’organizzazione, come nelle edizioni passate, è curata dall’amministrazione comunale con la preziosa collaborazione del Ned Ensemble, presieduto da Franco Masseroni, e la direzione artistica del M° Andrea Mannucci. È stato ottenuto il patrocinio della Regione Lombardia.

In questa edizione, afferma il sindaco Rosa Leso, «abbiamo scelto sedi diverse per offrire a tutta la comunità eventi culturali di qualità, che speriamo possano raccogliere l’interesse di molti. Crediamo fortemente nell’importanza di investire sulla cultura per costruire una comunità più salda nei propri valori e per contribuire al rilancio del turismo e della nostra economia».

La stagione si aprirà sabato 8 novembre alle ore 21 nel Duomo di Desenzano: protagonista del “Concerto inaugurale” sarà l’ Orchestra Filarmonica Italiana, con Bruno Righetti al clarinetto e la direzione del M° Andrea Mannucci. Gli altri appuntamenti continueranno da novembre fino a Pasqua. «L’impegno dell’amministrazione comunale e la stretta collaborazione con il Ned hanno permesso di elevare sempre più le proposte musicali, con ospiti prestigiosi, senza dimenticare tutti i molti talenti del nostro territorio che meritano di essere valorizzati», dichiara l’assessore alla Cultura Antonella Soccini.

Il direttore artistico Andrea Mannucci sottolinea: «La nuova stagione concertistica offre un ampio ventaglio di eventi musicali in grado di soddisfare il pubblico già formato alla classica e, al tempo stesso, avvicinare e sensibilizzare quello più vasto, soprattutto i giovani, proponendo un virtuoso mix di spettacoli, concerti e generi musicali».

Il programma completo è consultabile sul sito www.comune.desenzano.brescia.it

Il Comune ringrazia il Consorzio di tutela del Grana Padano per il sostegno economico.

 

L’ARATRO del LAVAGNONE e EXPO 2015

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A PROPOSITO DI ARATRO E DI EXPO 2015

( Lettera aperta ai giornali)

 

Gent.mo Direttore,

mi permetto alcune considerazioni in merito agli articoli di stampa apparsi sui quotidiani locali e relativi all’opportunità o meno di esporre nel Padiglione Italia di Expo 2015 il reperto archeologico dell’aratro conservato presso il museo archeologico Rambotti di Desenzano del Garda.

E’ sorprendente come molte persone facciano affermazioni con l’unico scopo di “ dire qualcosa”, non importa cosa : l’importante è dire !

C’è il consigliere comunale che pur di avere visibilità sui giornali, dopo aver sentito che Sgarbi propone di portare a Expo i Bronzi di Riace, si affretta ad emularlo suggerendo di portare a Milano l’aratro più antico del mondo o almeno una sua copia.

C’è chi rivendica la proprietà dell’aratro affermando che appartiene al comune di Lonato e non a quello di Desenzano perché il Lavagnone, zona del ritrovamento, è anche di Lonato. ( Peccato che sia stato rinvenuto sulla parte di Desenzano).

C’è chi afferma che l’aratro va portato a Milano: COSTI QUEL CHE COSTI!

E c’è chi afferma che se l’aratro si rompe, va bè l’aggiustino! ( per la cronaca il recente restauro per una crepa è costato 14.000 euro ! per fortuna finanziati dal Rotary) e che anche se si rompe cosa ci perde Desenzano? …..e altre amenità simili.

L’aratro non è proprietà né del Comune di Desenzano, né di quello di Lonato: è proprietà dello Stato italiano sotto la tutela della Soprintendenza archeologica ed è affidato al Comune di Desenzano, territorio sul quale è stato ritrovato nel 1978.

Opportunamente restaurato è ora custodito nel locale Museo Rambotti, in un’apposita teca e in una stanza opportunamente climatizzata e monitorata al fine di assicurare adeguata conservazione al reperto stesso.

L’aratro del Lavagnone costituisce l’elemento identificativo del nostro Museo e, come tale, richiama numerosi visitatori italiani e stranieri. Senza di esso, anche temporaneamente, il museo perderebbe la sua identità e attrattività.

La sua fragilità, inoltre, non ne permette lo spostamento, come già ha avuto modo di affermare il Soprintendente regionale ai Beni archeologici e non è, a mio avviso, neppure il caso di riprodurre una copia, che, per altro, già esiste c/o il Museo di Trento.

Questi reperti archeologici assumono il loro valore se sono contestualizzati in un percorso che ne esprima il giusto significato.

Ecco allora che il Comune di Desenzano, in accordo con la Soprintendenza regionale ai Beni archeologici, sta valutando la realizzazione di pannelli, video, fotografie ( anche in 3D), dedicate proprio all’esemplare di aratro integro meglio conservato d’Europa e più in generale al sito UNESCO “ Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.

Inoltre Brescia, Desenzano, Sirmione, Toscolano, Cividate Camuno stanno predisponendo in collaborazione con l’assessorato al turismo di Regione Lombardia un progetto in rete sugli itinerari della Presistoria da promuovere ad Expo 2015.

Expo 2015 è un’occasione e un’opportunità, ma l’obiettivo non è Expo : occorre utilizzare la vetrina di Expo per stimolare la curiosità dei visitatori affinchè poi vengano a vedere gli originali nel contesto territoriale.

E magari apprezzeranno anche le tante eccellenze che, oltre l’aratro, il nostro territorio può offrire.