“La bellezza salverà il mondo” ( Dostoevskij)

La cultura deve tornare al centro delle scelte politico/amministrative desenzanesi come fulcro di una città vivace che, attraverso molteplici espressioni culturali, crea relazioni e opportunità di crescita fra i suoi cittadini e diventa polo di attrazione.

Creare occasioni culturali significa:

motivare e rendere più coeso , oltre che vivace, il tessuto sociale ;

Creare occasioni di incontro per i giovani e i meno giovani;

Avere cittadini più partecipi e attivi;

Favorire l’economia della città.20120307_0137 (Copia)

Desenzano sta sempre più diventando una “ città amica della musica”.

Lo dicono, meglio di tante parole, il consenso registrato dal primo Festival del jazz o il pubblico che ha affollato piazza Malvezzi e il Castello per la nostra Banda o la Scuola di Musica del Garda, o ancora l’animazione delle Notti bianche estive o il concerto dei giovani del 1° maggio nell’anfiteatro di villa Brunati a Rivoltella.

Ma soprattutto lo dice l’esito della scommessa, lanciata l’autunno scorso, per restituire a Desenzano una vera stagione concertistica.

La scelta di puntare sulla musica non ha fatto trascurare, ovviamente, e non trascurerà altre espressioni culturali  altrettanto importanti ( teatro, mostre, letteratura, prosa, poesia ecc.) puntando prioritariamente sul patrimonio locale, ma non solo.

La stagione concertistica “ Città di Desenzano” ha costruito una reputazione di alto livello, richiamando artisti di fama internazionale ed esportando il nome e le eccellenze della nostra città nel mondo.

La stagione concertistica 2013/2014, iniziata il 10 novembre scorso per terminare il 14 aprile 2014 con il Concerto di Pasqua nella chiesa di S.Biagio di Rivoltella, si articola in ben 11 concerti di grande fascino e di grande richiamo: i Solisti Veneti, diretti dal M° Claudio Scimone , l’accademia del teatro alla Scala diretta dal M.° Marco Angius, la violista Anna Serova, l’organista tedesco Hans Joachim Dumier, il giovane percussionista desenzanese Stefano Tononi, il clarinettista desenzanese Alessandro Carbonare, oggi primo clarinetto all’Accademia S.Cecilia di Roma.

L’edizione di quest’anno si presenta varia e rinnovata non solo come singoli artisti, ensemble, orchestre, ma come pluralità di generi, di epoche di riferimento, di variegate proposte culturali.ned

( il programma dettagliato è visibile su www.comune.desenzano.brescia.it o su www.nedensemble.com )

A tutto ciò si aggiunge il Primo Concorso Internazionale di composizione “ Monodramma “ che ha registrato la partecipazione di ben 28 artisti provenienti da vari Paesi, tra i quali un australiano e uno statunitense che si esibiranno a Desenzano nell’auditorium Celesti sabato 7 dicembre alle ore 20.30.

La stagione concertistica, realizzata grazie alla collaborazione con il NED ( Nuovo Ensemble Desenzano) presieduto da Franco Masseroni e dal direttore artistico M°. Andrea Mannucci, vuole unire i tempi e gli spazi della Città accompagnando tra novembre e aprile la stagione meno turistica, abbracciando idealmente il territorio comunale, dall’auditorium alle chiese del Duomo e di Rivoltella.

Far vivere Desenzano tutto l’anno, ricostruire e riscoprire il gusto dello stare insieme e fare comunità, rendere attrattiva la città anche al di fuori dei propri confini attraverso offerte culturali qualificate e di ampio respiro non è solo utile allo spirito ma diventa anche uno degli elementi per rilanciare la nostra economia.

 “La letteratura, l’arte, la musica, la ricerca scientifica di base  ci insegnano che l’umanità per diventare più umana ha bisogno di esaltare la gratuità e il disinteresse. Educare i giovani a questi saperi significa offrire loro una possibilità per diventare cittadini consapevoli, in grado di amare il bene comune, rinunciando agli egoismi e all’avidità che ormai dettano legge grazie al culto del profitto” ( Nuccio Ordine professore ordinario di letteratura italiana all’università della Calabria).

“ La bellezza salverà il mondo “ ( Dostoevskij) e la cultura che altro è se non “ bellezza” ?

Alba M. Baldo

 

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25 novembre 2013 giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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In Italia tra il 2005 e il 2012 sono state uccise 890 donne, nel 70% dei casi per mano del partner, del coniuge, di familiari. Nel 2013 fino al mese di settembre le vittime sono state già 80. E’ solo la punta di un iceberg di un fenomeno che non è solo italiano, contro il quale le donne manifestano in tutto il mondo.

La violenza contro le donne non è un’emergenza, ma l’esito di una società che pone uomini e donne in una relazione di disparità e subaltrenità. E non è mai un fatto privato, riguarda tutti.

Noi pensiamo che il cambiamento debba avvenire sopratutto sul piano culturale e delle relazioni tra le persone. Ma può avvenire solo se si compinono azioni concrete: tutti insieme, cittadini e cittadine, operatori, media, istituzioni nazionali e locali, forze politiche e sociali, associazioni e centri antiviolenza, possiamo cambiare le cose.

Il primo atto del Parlamento in questa legislatura, non a caso quella con la più alta presenza femminile, è stata la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa firmata a Istambul, che, per la prima volta, definisce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani fondamentali.

Il Parlamento ha poi approvato un decreto legge che, oltre a rafforzare alcune tutele sul piano penale, avvia un piano nazionale antiviolenza per promuovere indispensabili politiche di accoglienza e prevenzione: da campagne di educazione al rispetto nelle scuole, alla formazione di tutti gli operatori preposti al contrasto, al sostegno alla rete dei centri antiviolenza, che in questi anni hanno garantito non solo l’indispensabile servizio di accoglienza delle vittime, ma sono stati veri e propri laboratori sociali e culturali.

Le cronache quotidiane ci dicono però che il cammino è ancora lungo; occorre un  impegno continuo, dentro e fuori il parlamento, per battere la violenza e promuovere una nuova cultura fondata sulla libertà, il rispetto e l’autonomia femminile.donne

Intitolata a Rita Levi Montalcini la scuola dell’infanzia di S.Martino D/B.

Oggi, 15 novembre 2013, grande emozione alla scuola dell’infanzia di S.Martino intitolata a Rita Levi Montalcini.

La presenza della nipote della scienziata, l’ing. Piera Levi Montalcini ha reso molto significativa e commovente la cerimonia.

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Rita Levi-Montalcini è stata una neurologa e senatrice a vita italiana, Premio Nobel per la medicina nel 1986.

Data di nascita: 22 aprile 1909, Torino

Data di morte: 30 dicembre 2012, Roma

Studi: Università degli Studi di Torino

Premi: Premio Nobel per la medicina, Premio Louisa Gross Horwitz

 

IL PERCHE’ DI UNA SCELTA.

 

Perché una donna scienziata:

–         Nessun luogo meglio della scuola incarna lo spirito della ricerca ( e la scienza è ricerca)…ogni alunno è uno scienziato nella misura in cui viene aiutato a porsi domande, a sperimentare, a trovare soluzioni, a riflettere su quanto sperimentato in un percorso di apprendimento dove non è spettatore ma protagonista attivo del suo stesso apprendere;

–         Nessun luogo meglio della scuola allena alla pratica dell’ impegno e della tenacia;

–         Nessun luogo meglio della scuola è palestra di valori.

Qualità ampiamente rappresentate dalla scienziata Rita Levi Montalcini.

 

Perché proprio Rita Levi Montalcini……perché amava la vita, amava i giovani, amava gli ideali, amava il prossimo,guardava al futuro ( malgrado l’età io non vivo nel passato, ma nel futuro – frase pronunciata al compimento dei cento anni) e odiava la mediocrità ( nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.).

 

Perché Rita Levi Montalcini oltre che grande figura di scienziata è anche una grande figura di donna che si è spesa per affermare il valore della donna della quale ha saputo incarnare le doti di tenacia e impegno coniugandole con l’intelligenza non disgiunta da sensibilità , raffinatezza e eleganza dei modi e del portamento.

“ Il futuro del pianeta dipende dalla possibilità di dare a tutte le donne l’accesso all’istruzione e alla leaderschip. E’ alle donne, infatti, che spetta il compito più arduo ma costruttivo di inventare e gestire la pace”

“ Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”

“ Tutti dicono che il cervello sia l’organo più complesso del corpo umano, da medico potrei anche acconsentire. Ma come donna vi assicuro che non vi è niente di più complesso del cuore, ancora oggi non si conoscono i suoi meccanismi. Nei ragionamenti del cervello c’è logica, nei ragionamenti del cuore ci sono le emozioni”.

 

Il 30 dicembre 2013 sarà l’anniversario della scomparsa di Rita Levi Montalcini….oggi noi ne onoriamo la memoria intitolandole questa scuola dell’infanzia e rendendola in questo modo ancora presente perché “ quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto , il messaggio che hai dato”.

 

Oggi questo messaggio lo affidiamo a questa scuola e a questi bambini che saranno i giovani e i cittadini di domani ai quali dico , con le parole di Rita Levi Montalcini:

“Non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a tutto quello che potete fare e non temete niente.

Meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita”….

 

Rosa Leso, sindaco di Desenzano del Garda