A PROPOSITO DI AMBIENTE…

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Dopo anni di consumo dissennato del territorio con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, si impone oggi la considerazione di AMBIENTE come BENE COMUNE.

Salvaguardare l’ambiente significa investire su di noi e sul nostro futuro e, soprattutto, pensare alle generazioni che verranno dopo di noi.
L’attenzione all’ambiente è prima di tutto GARANZIA per la QUALITA’ DELLA VITA, ma è anche volano per l’economia turistica nella misura in cui valorizza e tutela le unicità paesaggistiche del nostro territorio ( lago e entroterra) e diventa cultura dell’ambiente nella misura in cui mette in campo una serie di azioni di educazione ambientale coinvolgendo i cittadini ( fin dall’età scolare) in comportamenti attenti e responsabili atti a praticare e diffondere il “VALORE AMBIENTE”.

In attuazione del programma politico–amministrativo la Giunta ha proposto al Consiglio Comunale di aderire al cosidetto Patto dei Sindaci, iniziativa della Comunità Europea di attuazione del protocollo di Kyoto volta a ridurre le emissioni nocive in atmosfera ed a sviluppare fonti diverse di approvvigionamento energetico. Questo obiettivo è stato condiviso all’unanimità dai consiglieri e permetterà, non appena reso esecutivo dalla commissione europea, di accedere ai finanziamenti europei per i relativi progetti. Nel corso dell’anno sarà affidato l’incarico per la redazione del piano attuativo ( PAES ) nel quale saranno inserite tutte le progettualità relative ad interventi di efficienza energetica, riduzione delle emissioni e fonti alternative di energia; in questo senso si sta valutando la possibilità di richiedere il contributo di istituzioni universitarie presenti sul territorio provinciale. Nel caso in cui ciò non sarà possibile si procederà con una gara per l’individuazione del partner tecnico.

Un primo passo concreto è stato già fatto: l’Amministrazione Comunale, nell’ambito della promozione della mobilità sostenibile, ha aderito alla petizione 30elode, iniziativa che vede coinvolti semplici cittadini, istituzioni, associazioni di consumatori e comuni finalizzata allo sviluppo dell’utilizzo della bicicletta. Il programma politico – amministrativo prevede infatti una particolare attenzione allo sviluppo delle piste ciclabili con interventi su opere pubbliche nei prossimi tre anni, a cui non può non seguire una politica che consenta la corretta fruizione delle strade alle auto ma anche ai ciclisti. Su questo si richiede anche l’impegno del Consiglio Comunale al quale si proporrà uno specifico ordine del giorno nella prossima seduta consigliare del 10 aprile 2013.
Altre iniziative sono state: “Mi illumino di meno”, giornata di adesione al risparmio energetico con lo spegnimento di buona parte dell’illuminazione cittadina e “ 60 + “ adesione il 23 marzo all’iniziativa mondiale promossa dal WWF per la salvaguardia del Pianeta.
Dal 6 al 12 maggio 2013 la Città di Desenzano aderirà alla settimana ONU per la sicurezza stradale che, quest’anno, verrà dedicata alla sicurezza del pedone.
Nel frattempo è stato siglato un accordo Comune di Desenzano/ASL Brescia per l’attuazione di un progetto denominato “la salute in Comune“ , attivazione di gruppi per camminare…guadagnando in salute, attivando relazioni interpersonali e scoprendo le eccellenze del nostro territorio.
E’ attiva la Commissione PLIS (parco locale di interesse sovra comunale) e sono già in stato di avanzamento i progetti per la riqualificazione e la fruibilità del Monte Corno.
Dall’8 di aprile decollerà la raccolta rifiuti “porta a porta“ nella zona est di Desenzano aggiungendosi alle zone di S.Martino e delle Grezze dove questo servizio è già attivato.

Tutelare l’ambiente è uno dei punti delle linee di mandato : con coerenza stiamo dando seguito alle dichiarazioni con azioni concrete.

ADESIONE ALLA PETIZIONE “30 e lode”
Il 22 febbraio 2013 la Giunta Comunale ha approvato l’adesione alla campagna “30 e lode”, tesa a promuovere l’estensione delle “zone 30”, ovvero delle aree stradali con limite di velocità a 30 km/h, a tutte le zone residenziali d’Europa.
Come noto le zone residenziali sono normalmente regolamentate prevedendo i 50 km/h di velocità massima dei veicoli motorizzati.
Tale velocità, se ha portato un miglioramento della situazione precedente (si ricordi che fino a poco tempo fa alcuni paesi europei avevano un limite di 60 km/h) si scontra oggi con un traffico sempre più complesso e talvolta aggressivo, che si traduce in una condizione di insicurezza diffusa negli ambiti urbani di molti paesi europei ed in Italia in modo particolare.
Dalle statistiche dell’INAIL ogni giorno 57 pedoni sono coinvolti in un incidente stradale e due di loro perdono la vita.
Senza contare i feriti e i feriti gravi (la cui definizione è ancora incerta nel nostro paese), si possono contare, quindi, 730 pedoni morti all’anno in Italia e 260 ciclisti.
La grande maggioranza di questi incidenti avviene in zone urbane, dove questi utenti sono particolarmente presenti.
È a tutti noto che la condizione primaria per rendere più sicura la vita di pedoni e ciclisti è la riduzione della velocità dei veicoli motorizzati.
Anche se le infrastrutture per la mobilità pedonale e ciclabile sembrerebbero essere la soluzione più urgente, due sono i principali ostacoli alla loro efficacia:
– la carenza di risorse economiche, sempre più endemica;
– il problema delle intersezioni, dove in ogni caso i diversi modi di spostamento si devono incontrare e dove gli utenti deboli sovente soccombono: è noto che la probabilità di sopravvivenza in una collisone veicolo/pedone è del 70% in un impatto a 40km/h e del 90% in un impatto a 20km/h (velocità ottenibile con un breve spazio di frenata).
La soluzione di ridurre la velocità dei veicoli motorizzati a 30 km/h, diffusa in molti paesi europei soprattutto dopo l’iniziativa francese dei primi anni ’80, è già presente in Italia. Il Codice della Strada però prevede la segnaletica specifica, ma non ne norma le modalità attuative.
È tuttavia chiaro dalla letteratura scientifica che il limite di velocità è solo uno degli elementi che concorre alla riduzione della casistica indfrtunistica e mortale: è necessario, altresì, implementare misure fisiche di organizzazione dello spazio stradale che inducano il rallentamento dei veicoli motorizzati, non solo per l’effetto sanzionatorio, ma anche per il “messaggio” che trasmette la strada al conducente.

La riduzione della velocità da 50 a 30 km/h ha inoltre altri due effetti indotti, oltre alla sicurezza stradale:
• la riduzione del rumore da traffico che si manifesta in modo particolare nei transitori di velocità (quando i veicoli accelerano e decellerano): si tenga presente che il rumore di un’autovettura che parte da ferma ad un semaforo è di circa 75 dB (ovvero 10dB sopra il limite massimo diurno in area urbana); tale effetto è maggiore per i mezzi pesanti ed i ciclomotori;
• la riduzione delle emissioni in atmosfera: le Zone a traffico 30 consentono una sensibile riduzione delle emissioni in atmosfera: fino al 30% in meno degli ossidi di azoto e del 20% in meno di monossido di carbonio.

ambiente2Alla luce delle considerazioni sopra esposte si propone al Consiglio Comunale:

1. di concorrere, per quanto di competenza dello stesso alla attuazione di politiche urbanistiche e di disciplina del traffico volte all’obiettivo di ridurre il pericolo per i pedoni ed i ciclisti, nonché le emissioni nocive da traffico veicolare, per quanto di competenza;
2. di dare mandato alla Giunta ed ai dirigenti, secondo le rispettive competenze, ad implementare le zone a traffico 30 km/h in tutto il territorio dei centri storici di Desenzano del Garda e di Rivoltella, fatte salve eventuali eccezioni necessarie di natura tecnica potranno essere individuate dall’ufficio tecnico;
3. di dare atto che tali misure saranno sottoposte a rendiconto di fronte al Consiglio Comunale, in attuazione delle competenze di indirizzo politico-amministrativo allo stesso attribuite.

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