DONARE GLI ORGANI, UNA SCELTA IN ……COMUNE

 

UNA VOLONTÀ ESPRESSA ALL’ANAGRAFE PUÒ SALVARE LA VITA AL PROSSIMO : dall’amministrazione comunale di Desenzano arriva un sì convinto.

Anche a Desenzano, ultimate le procedure per l’attivazione tecnica del sistema, sarà possibile indicare al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità la propria scelta di donare gli organi e i tessuti dopo la morte. Questo, grazie alla delibera della Giunta desenzanese e, come in altri Comuni lombardi, in seguito al protocollo sottoscritto da Anci Lombardia.

 

Anche i desenzanesi potranno esprimere, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità all’ufficio Anagrafe, la propria volontà di donare i propri organi e tessuti. «Riteniamo che sia un’iniziativa meritevole di attenzione da parte nostra e dei cittadini – commenta il sindaco Rosa Leso –. Un’opportunità da non sciupare, che potrebbe aumentare il bacino di possibili donatori e una riduzione dei tempi di attesa e di svolgimento delle operazioni di prelievo e trapianto, con la speranza di contribuire a salvare sempre più vite umane».

Lo ha deliberato la Giunta comunale di Desenzano la scorsa settimana (nella seduta del 15 gennaio) con la convinzione che “la donazione di organi e tessuti rappresenta un atto di solidarietà verso il prossimo – si legge nella delibera – un segno di grande civiltà e di rispetto per la vita. Il trapianto di organi rappresenta un’efficace terapia per alcune gravi malattie e l’unica soluzione terapeutica per alcune patologie non curabili”.

Viene così recepito il progetto “Donare gli organi: una scelta in comune” di Anci Lombardia, frutto di un protocollo di intesa con Federsanità Anci Lombardia, Regione Lombardia, Aido, Centro nazionale trapianti e Nord Italian Transplant Ptrogram.

Al momento della richiesta di rilascio o di rinnovo della carta d’identità, presso l’ufficio Anagrafe del Comune,

Sportello Desenzano

i cittadini maggiorenni potranno esprimere e far registrare la propria volontà nel registro nazionale dell’Istituto superiore di sanità, attraverso la compilazione di un semplice modulo. Se il cittadino ritiene di non esprimere alcuna volontà (non accetta il modulo o non lo consegna all’Anagrafe) non sarà registrato nulla nel Sistema informativo trapianti (Sit) dell’Istituto superiore di sanità e, comunque, non sarà trascritto nulla sul documento, nel rispetto della normativa attuale. In qualsiasi momento sarà possibile cambiare la propria decisione presso l’Asl. Gli unici costi per il Comune sono di formazione del personale addetto, di aggiornamento del sistema informativo dell’Anagrafe e di comunicazione del progetto, per un totale di 2.469 euro.

 

La donazione di organi è basata su due capisaldi: la certezza della morte del donatore e il rispetto della sua volontà. In Italia non esiste il “silenzio-assenso” e, se non c’è manifestazione di volontà in vita (adeguatamente documentata) a donare, la decisione è affidata ai famigliari, in un momento particolarmente delicato com’è il decesso di un proprio congiunto. In Italia, sono circa un milione e mezzo le persone che hanno manifestato la propria volontà, nella maggior parte dei casi favorevole, a donare organi e tessuti attraverso le Asl o l’iscrizione all’Aido. Solo in Lombardia il tasso di opposizione, nel 2013, è stato del 26%, con la mancata effettuazione di 250-300 trapianti. Mentre sono circa 1.500 i trapianti eseguiti ogni anno, ma i pazienti in lista d’attesa sono circa 9.000 e i tempi di attesa devono essere abbreviati.

Il sistema sarà attivo presumibilmente a partire da marzo 2015. Il Comune si sta attivando per verificare la possibilità di ampliare la procedura ai casi diversi dal rilascio e dal rinnovo della Carta di Identità e con annotazione dell’espressa volontà sul documento di identità.

 

 

 

 

 

 

MANUTENZIONE STRAORDINARIA DI FOSSI e SCARPATE

 

Dopo i lavori di pulizia del ganfo Garbella a San Martino, dal 2015 l’amministrazione

comunale investirà 130mila euro ogni anno per la manutenzione straordinaria di fossi,

canali di scolo, caditoie e scarpate per prevenire i danni da allagamenti.

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Sono iniziati lunedì 24 novembre e dureranno per una ventina di giorni (tempo

permettendo) i lavori di pulizia del ganfo Garbella, nella frazione desenzanese di San

Martino. L’intervento, su una lunghezza di due chilometri, si è reso necessario e urgente

in seguito agli allagamenti verificatisi nella notte tra il 10 e l’11 settembre scorso in più

zone di San Martino della Battaglia.

Non si tratta di un intervento isolato. L’amministrazione comunale ha già adottato a metà

ottobre il nuovo Piano triennale delle opere pubbliche 2015-2017 inserendo un apposito

finanziamento di 130mila euro su ogni anno, da destinare specificatamente alla

manutenzione straordinaria di fossi, canali di scolo, caditoie e scarpate del

territorio desenzanese. Tale cifra sarà investita, a partire dal 2015, per prevenire i disagi

da allagamenti che in certe parti della città la popolazione rischia di subire nei periodi più

critici dell’anno, in seguito all’aumento di piogge e temporali.

«Siamo convinti che la causa principale di tali esondazioni, nel caso specifico di San

Martino e non solo – informa il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Rodolfo

Bertoni –, sia proprio la mancata manutenzione del fosso che, a lungo trascurato, ha

creato diversi problemi. Con la pulizia accurata, la rimozione dei materiali depositati

all’interno del ganfo e della vegetazione infestante cresciuta nel tempo, il deflusso delle

acque meteoriche sarà facilitato e si ridurrà al minimo la possibilità di altri allagamenti».

Conclude Bertoni: «È evidente che da qualche anno il clima è cambiato, motivo per cui

questa amministrazione ha deciso di effettuare periodicamente una manutenzione

programmata e preventiva, evitando di fare solo interventi spot per riparare i danni causati dal maltempo.

 

Lo scorso anno l’amministrazione è intervenuta a Rivoltella con la pulizia del Rio Venga.

 

Purtroppo stiamo pagando le conseguenze derivanti dai cambiamenti climatici e da politiche di eccessiva cementificazione dell’ultimo ventennio.

TAV : LOTTO FUNZIONALE BRESCIA – VERONA

PROGETTO DEFINITIVO TRATTA AV/AC MILANO-VERONA

LOTTO FUNZIONALE BRESCIA-VERONA: la posizione dell’amministrazione comunale di Desenzano.

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PREMESSA

Venerdì 21 novembre nel Consiglio comunale aperto che si terrà dalle ore 18 presso l’oratorio Giovanni XXIII in piazza Garibaldi verrà presentata la proposta di osservazione alla Conferenza dei Servizi che il Comune di Desenzano ha redatto, con l’ausilio dell’ing. Aldo Molinari, esperto di ingegneria ferroviaria.

Tale osservazione sarà poi sottoposta al parere del Consiglio comunale che si terrà lunedì 24 novembre con inizio alle ore 18.30.

Entrambe le adunanze sono sedute pubbliche.

 

L’osservazione punta ad aprire il dibattito sulle scelte strategiche alla base del progetto, sul modello di servizio previsto, sulla possibilità di sostanziale revisione alla luce dei fondati dubbi sul reale vantaggio della tratta, anche alla luce della permanente reticenza di RFI sulla possibilità effettiva del trasporto merci sulla linea AV.

In sostanza il Comune di Desenzano, nel dichiarare di non approvare il progetto così com’è, sottolinea e chiede due cose.

 

PRIMO. La necessità di rivalutare l’intero progetto dal punto di vista della sostenibilità territoriale ed economica dell’investimento e della cadenza temporale delle opere

La TAV non è una grande opera, ma prima di tutto un servizio.

Se il potenziamento tecnologico della linea basta ad aumentare il livello di servizio, il Garda non va intaccato da pesantissime e lunghe opere.

Le gallerie, seppur più impegnative per i tempi della cantieristica, non debbono essere realizzate prima che siano chiari gli scenari di traffico sulla linea e la risoluzione del nodo di Brescia. Un treno che fermi a Brescia, aumenterebbe il bacino d’utenza, ma renderebbe vano il risparmio di tempo tra Milano e Verona.

In questa ottima chiediamo di rivedere radicalmente le fasi di realizzazione del progetto, prevedendo come primo lotto progettuale il completamento del passaggio a sud di Brescia.

In altre parole, se si ritiene effettivamente che il progetto così come concepito abbia una sua intrinseca validità, si deve prima risolvere il nodo di Brescia e poi intaccare la zona più delicata, quando i finanziamenti saranno completi e i cantieri abbandonati da Centro Padane per realizzare la cosiddetta “corda molle”, chiusi e risolti.

 

SECONDO. Il rifacimento della VIA su tutta la tratta e sul progetto completo

Non è logico tener buone le risultanze di undici anni fa. Bisogna quindi prevedere una revisione del progetto anche dal punto di vista ambientale, attraverso il canale proprio della VIA, che non è un mero adempimento formale come molti credono o vogliono far credere, ma una valutazione economica, sociale ed ambientale, quindi un criterio decisionale vero e proprio, anche se non esaustivo di tutti i momenti decisionali.

La Commissione tecnica VIA del Ministero dell’Ambiente ha già chiesto una integrazione alla documentazione. A valle delle molte e documentate osservazioni dei comuni diventa imprescindibile una integrazione della documentazione e quindi la riapertura dei termini per le osservazioni degli enti interessati.

È necessario:

    • valutare alternative alla cantieristica e alle localizzazioni di opere collaterali, viabilità di cantiere, ecc., come previsto dall’art. 27, co. 5, let. d) del Dlgs. 152/2006 per le Valutazioni di Impatto Ambientale,
    • valutare l’impatto dell’uso anche temporaneo del suolo, anche al di là degli indennizzi monetari, per la modificazione degli equilibri ecologici, per l’impoverimento del sistema agricolo e per la riduzione di produttività del suolo ripristinato,
    • aggiornare il progetto redatto su cartografie del 1984 (almeno nella parte lombarda), anche nell’interesse dell’economicità dei cantieri,
    • approfondire gli aspetti relativi al deflusso delle acque, al reticolo idrico minore, alle esigenze di corretta irrigazione dei terreni a sud della linea,
    • analizzare le possibilità che un territorio con ampie aree urbanizzate e sottoutilizzate fornisce per gli alloggi degli operai,
    • verificare le potenzialità di recupero di aree dismesse legate alla cantieristica, che ignora la presenza di siti industriali che potrebbero essere utilizzati, anche temporaneamente, e poi restituiti ad usi consoni,
  • valutare l’impatto del progetto in alcuni punti intollerabile (anzi in alcuni casi contro altre norme – come nel caso dei siti UNESCO sul Garda),

 

  • scongiurare la completa distruzione di aziende agricole di qualità, dall’elevatissimo prodotto agricolo, legate a culture vitivinicole di qualità, così come ad allevamenti di rilievo sovranazionale,
  • valutare con attenzione i progetti di ripristino delle aree utilizzate per la cantierizzazione, una volta esaurita la loro funzione,
  • inserire le compensazioni nel bilancio dell’opera,producendo quindi uno Studio di Impatto Ambientale su tutto il progetto e attivando la procedura, seppure di VIA speciale, su tutto il lotto funzionale.
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VISIONI INCLUSIVE

“Il principio fondamentale deve essere la libertà dell’allievo, poiché solo la libertà consente uno sviluppo di manifestazioni spontanee, già presenti nella natura del bambino. Il bambino deve capire la differenza fra bene e male e compito dell’insegnante è che il bambino non confonda essere buono con l’immobilità e il male con l’attività.
L’intento deve essere quello di creare una disciplina per l’attività, il lavoro, il bene, non per l’immobilità, la passività, l’obbedienza. La disciplina deve emergere a partire dalla libertà; noi non consideriamo disciplinato un individuo reso silenzioso come un muto ed immobile come un paralitico: se è così egli è un individuo annichilito, non disciplinato.
Noi crediamo che un individuo disciplinato è padrone di se stesso e capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita. Non possiamo conoscere le conseguenze che avrà l’aver soffocato l’azione al momento in cui il bambino sta appena cominciando ad essere attivo: forse gli soffochiamo la vita stessa.
L’umanità si mostra in tutto il suo splendore durante l’età infantile come il sole si mostra all’alba ed il fiore nel momento in cui dispiega i suoi petali: e noi dobbiamo rispettare religiosamente, con riverenza, queste prime indicazioni di personalità.”

Da Il metodo Montessori – 1912

“L’umanità che si rivela in tutto il suo splendore intellettuale durante la dolce e tenera età dell’infanzia dovrebbe essere rispettata con una sorta di venerazione religiosa. E ‘come il sole che appare all’alba o un fiore appena sbocciato. L’educazione non può essere efficace se non aiuta il bambino ad aprire se stesso alla vita. “
Maria Montessori

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Aiutiamoli a fare da soli.

Per aiutare un bambino dobbiamo fornirgli un ambiente che gli consenta di svilupparsi liberamente.

Il bambino è insieme una speranza e una promessa per l’umanità.

STAGIONE CONCERTISTICA 2014/15

 

Desenzano sempre più città della musica 1 Orchestra Filarmonica Italiana

La stagione concertistica 2014/2015 abbraccia l’intera città. Nove date, varie sedi e grandi interpreti a partire da sabato 8 novembre

 

Locandina Stagione concertistica (2)

 

Desenzano è sempre più città della musica. Anche quest’anno torna la stagione concertistica “Città di Desenzano del Garda” con nove date, grandi interpreti, solisti di fama internazionale e realtà del territorio per offrire concerti di pregio a un pubblico sempre più ampio.

I concerti, tutti a ingresso libero, toccheranno generi diversi e si svolgeranno in varie sedi cittadine (Duomo, Chiesa di San Giovanni decollato, palestra Catullo e chiesa di San Biagio a Rivoltella) per diffondere idealmente la musica in tutta la città. L’organizzazione, come nelle edizioni passate, è curata dall’amministrazione comunale con la preziosa collaborazione del Ned Ensemble, presieduto da Franco Masseroni, e la direzione artistica del M° Andrea Mannucci. È stato ottenuto il patrocinio della Regione Lombardia.

In questa edizione, afferma il sindaco Rosa Leso, «abbiamo scelto sedi diverse per offrire a tutta la comunità eventi culturali di qualità, che speriamo possano raccogliere l’interesse di molti. Crediamo fortemente nell’importanza di investire sulla cultura per costruire una comunità più salda nei propri valori e per contribuire al rilancio del turismo e della nostra economia».

La stagione si aprirà sabato 8 novembre alle ore 21 nel Duomo di Desenzano: protagonista del “Concerto inaugurale” sarà l’ Orchestra Filarmonica Italiana, con Bruno Righetti al clarinetto e la direzione del M° Andrea Mannucci. Gli altri appuntamenti continueranno da novembre fino a Pasqua. «L’impegno dell’amministrazione comunale e la stretta collaborazione con il Ned hanno permesso di elevare sempre più le proposte musicali, con ospiti prestigiosi, senza dimenticare tutti i molti talenti del nostro territorio che meritano di essere valorizzati», dichiara l’assessore alla Cultura Antonella Soccini.

Il direttore artistico Andrea Mannucci sottolinea: «La nuova stagione concertistica offre un ampio ventaglio di eventi musicali in grado di soddisfare il pubblico già formato alla classica e, al tempo stesso, avvicinare e sensibilizzare quello più vasto, soprattutto i giovani, proponendo un virtuoso mix di spettacoli, concerti e generi musicali».

Il programma completo è consultabile sul sito www.comune.desenzano.brescia.it

Il Comune ringrazia il Consorzio di tutela del Grana Padano per il sostegno economico.

 

L’ARATRO del LAVAGNONE e EXPO 2015

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A PROPOSITO DI ARATRO E DI EXPO 2015

( Lettera aperta ai giornali)

 

Gent.mo Direttore,

mi permetto alcune considerazioni in merito agli articoli di stampa apparsi sui quotidiani locali e relativi all’opportunità o meno di esporre nel Padiglione Italia di Expo 2015 il reperto archeologico dell’aratro conservato presso il museo archeologico Rambotti di Desenzano del Garda.

E’ sorprendente come molte persone facciano affermazioni con l’unico scopo di “ dire qualcosa”, non importa cosa : l’importante è dire !

C’è il consigliere comunale che pur di avere visibilità sui giornali, dopo aver sentito che Sgarbi propone di portare a Expo i Bronzi di Riace, si affretta ad emularlo suggerendo di portare a Milano l’aratro più antico del mondo o almeno una sua copia.

C’è chi rivendica la proprietà dell’aratro affermando che appartiene al comune di Lonato e non a quello di Desenzano perché il Lavagnone, zona del ritrovamento, è anche di Lonato. ( Peccato che sia stato rinvenuto sulla parte di Desenzano).

C’è chi afferma che l’aratro va portato a Milano: COSTI QUEL CHE COSTI!

E c’è chi afferma che se l’aratro si rompe, va bè l’aggiustino! ( per la cronaca il recente restauro per una crepa è costato 14.000 euro ! per fortuna finanziati dal Rotary) e che anche se si rompe cosa ci perde Desenzano? …..e altre amenità simili.

L’aratro non è proprietà né del Comune di Desenzano, né di quello di Lonato: è proprietà dello Stato italiano sotto la tutela della Soprintendenza archeologica ed è affidato al Comune di Desenzano, territorio sul quale è stato ritrovato nel 1978.

Opportunamente restaurato è ora custodito nel locale Museo Rambotti, in un’apposita teca e in una stanza opportunamente climatizzata e monitorata al fine di assicurare adeguata conservazione al reperto stesso.

L’aratro del Lavagnone costituisce l’elemento identificativo del nostro Museo e, come tale, richiama numerosi visitatori italiani e stranieri. Senza di esso, anche temporaneamente, il museo perderebbe la sua identità e attrattività.

La sua fragilità, inoltre, non ne permette lo spostamento, come già ha avuto modo di affermare il Soprintendente regionale ai Beni archeologici e non è, a mio avviso, neppure il caso di riprodurre una copia, che, per altro, già esiste c/o il Museo di Trento.

Questi reperti archeologici assumono il loro valore se sono contestualizzati in un percorso che ne esprima il giusto significato.

Ecco allora che il Comune di Desenzano, in accordo con la Soprintendenza regionale ai Beni archeologici, sta valutando la realizzazione di pannelli, video, fotografie ( anche in 3D), dedicate proprio all’esemplare di aratro integro meglio conservato d’Europa e più in generale al sito UNESCO “ Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino”.

Inoltre Brescia, Desenzano, Sirmione, Toscolano, Cividate Camuno stanno predisponendo in collaborazione con l’assessorato al turismo di Regione Lombardia un progetto in rete sugli itinerari della Presistoria da promuovere ad Expo 2015.

Expo 2015 è un’occasione e un’opportunità, ma l’obiettivo non è Expo : occorre utilizzare la vetrina di Expo per stimolare la curiosità dei visitatori affinchè poi vengano a vedere gli originali nel contesto territoriale.

E magari apprezzeranno anche le tante eccellenze che, oltre l’aratro, il nostro territorio può offrire.

 

 

 

VERSO LA” NUOVA PROVINCIA”

BRESCIA – 26 luglio 2014

 

VERSO LA “ NUOVA PROVINCIA”.

Gli Enti locali fra riforme istituzionali e della Pubblica Amministrazione.

 

( Incontro organizzato dal Cipec presso la sede PD di via Risorgimento , Brescia)

 

  • Alcune mie riflessioni…….. 

 

Matteo Orfini, intervenendo alla festa democratica di Desenzano, ha sottolineato come la politica non debba ridursi ad un tweet perché la politica è contenuto, riflessione, argomentazione, ascolto e, in quanto tale, ha la necessità di decisioni condivise e non affrettate.

Matteo Renzi ha affermato: le riforme sono come il Pin del cellulare…..se non lo inserisci, l’apparecchio non funziona.

Due approcci diversi…………

Io credo che il problema sia trovare l’ equilibrio tra la necessità del fare e il giusto tempo necessario per fare quelle riforme di cui oggi il Paese ha urgentemente bisogno.

Le riforme sono dunque necessarie per modernizzare il Paese e farlo uscire dalla crisi : parlarne è facile….più difficile è farle bene, portarle a compimento e attuarle.

La storia di questi ultimi trent’anni ce lo insegna: le riforme sono state spesso invocate , spesso utilizzate come slogan elettorale, per poi essere eterne incompiute ( vedi conflitto di interessi) o affrettate ( vedi riforma tit. V della Costituzione).

Negli anni 90 iniziò un processo autonomista/federalista che aveva l’obbiettivo di avvicinare il più possibile lo Stato ai territori passando da un centralismo piramidale alla valorizzazione degli Enti territoriali ( Regioni, Province, comuni) e che portò nel 2001 alla revisione costituzionale del Tit.V.

Questo processo nasceva dalla legge 59 del 1997 sul federalismo, mai compiuta perché all’autonomia organizzativa e di spesa non è mai corrisposta l’autonomia fiscale.

Oggi siamo in pieno “ ciclone Riforme “ : riforma legge elettorale, riforma del Senato, riforma della P.A., riforma del Tit.V della Costituzione, riduzione numero dei parlamentari, riforma finanziamento pubblico ai partiti e trasformazione delle Province in zone di area vasta o in città metropolitane.

Nello tsunami riforme in atto c’è un rischio: quello di riforme  slegate fra loro e poco condivise , non coordinate con la riforma complessiva del Tit.V della Costituzione.

 

 

Modernizzazione, semplificazione, sinergia, coesione fra i vari livelli e fra Enti, efficacia, efficienza, trasparenza sono le parole chiave per le riforme.

La riforma DEL RIO ( legge 7 aprile 2014 n. 56) viene definita “ un nuovo patto per la Repubblica nell’ottica di un autonomismo cooperativo e non competitivo”.

SIAMO MATURI PER QUESTA SFIDA ?

 

Sindaci e consiglieri comunali che andranno a ricoprire il ruolo di Presidente, consigliere o componente dell’Assemblea dell’area vasta non percepiranno alcun compenso.

E’ una scelta demagogica per tacitare chi ormai fa dell’antipolitica la propria bandiera?

La politica diventerà appannaggio solo di chi economicamente se lo potrà permettere?

Porterà alla deresponsabilizzazione?

Un giusto compenso a chi si occupa seriamente e scrupolosamente di politica penso sia un elemento di dignità per la politica stessa.

 

La partecipazione diretta degli amministratori locali nell’amministrazione dell’area vasta valorizza sicuramente le identità locali; dovrebbe portare ad un risparmio economico ( stimato da palazzo Chigi in 800 ml. di euro) ma, soprattutto dovrebbe produrre maggiore efficacia ed efficienza dei servizi e delle scelte.

Saranno in grado gli amministratori, a costo zero, in lotta quotidianamente nei loro Comuni fra Patto di stabilità, fondo di solidarietà, norme confuse e contraddittorie ( vedi vicenda IMU – TASI ), blocco degli appalti, controlli della Corte dei Conti, crisi economica e sociale e cittadini sempre più incattiviti, ad occuparsi efficacemente anche dell’Area vasta?

 

Indubbiamente siamo di fronte a sfide epocali e a grandi scommesse sull’esito delle quali si gioca il futuro della Nazione, delle nuove generazioni, della politica e del nostro Partito.

La disaffezione dei cittadini nei confronti della politica è altissima : dobbiamo essere capaci di restituire loro fiducia ed entusiasmo con riforme buone, meditate, pensate e condivise.

NON POSSIAMO SBAGLIARE ! il 40% di consenso guadagnato alle europee non ce lo permette ma , soprattutto non ce lo permettono i cittadini !

 

 

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

La raccolta differenziata è diventata obbligatoria con l’entrata in vigore del decreto legislativo n° 22 del 15/02/1997, ma al di là delle imposizioni di legge è una scelta ineludibile per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro ma soprattutto delle generazioni future.

La raccolta differenziata è una pratica che richiede la convinta e coscienziosa collaborazione di tutti i cittadini, rappresenta una scelta a favore dell’ambiente, perché aumentando la raccolta della quota di rifiuti differenziati, si riduce il conferimento in discarica o ai termodistruttori e si favorisce il recupero di quei materiali ancora utilizzabili o riciclabili.

Gli inceneritori non dissolvono i rifiuti, ma li bruciano, creando delle scorie pericolose che da una parte occuperanno meno volume dei rifiuti di partenza, ma verranno a loro volta portate in discariche (discariche per rifiuti pericolosi) dove possono creare comunque un rischio per noi e per l’ambiente.

Per questo sappiamo che a lungo termine questa non può essere la soluzione definitiva al problema globale dei rifiuti, ma l’unica vera soluzione futura può essere solamente la riduzione dei rifiuti, uno stile di vita con meno sprechi e aumentare il riutilizzo e il riciclaggio.
Se diminuiremo i rifiuti smaltiti, diminuiranno i costi di smaltimento e nel futuro si potrà chiedere all’Amministrazione tariffe adeguate all’impegno di ogni singolo cittadino.
Per tutelare concretamente il territorio e la qualità della vita l’attuale amministrazione di Desenzano si è data l’obiettivo di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, passando a una tariffazione più equa che premi chi produce effettivamente meno rifiuti.
Infatti lo smaltimento dei rifiuti urbani non è solo un problema ecologico ma anche un costo: gestire le 18.000 tonnellate di rifiuti che si producono ogni anno a Desenzano costa alla collettività oltre 4 milioni di euro.

Dopo le esperienze di San Martino e dei quartieri Grezze e della Stazione, la raccolta porta a porta svolta da Garda Uno verrà gradualmente estesa a tutta la città, con la rimozione di tutti i cassonetti generici e di quelli per la raccolta differenziata entro il mese di marzo 2014.
Il nuovo sistema di raccolta richiede un cambio di abitudini e comporta piccoli disagi, ampiamente compensati dai vantaggi per noi e per le generazioni future.
Di fondamentale importanza è la collaborazione dei cittadini: senza questa ogni sforzo dell’amministrazione risulterebbe essere vano. Maggiore sarà la collaborazione e minori saranno i costi del servizio
Il Settore Ecologia è come sempre a disposizione per informazioni e chiarimenti all’indirizzo di posta elettronica ecologia@comune.desenzano.brescia.it oppure al numero verde
800 232122

il lago di garda

C’era una volta un
lago, e uno scolaro
un pò somaro,un pò
mago,con un piccolo
apostrofo lo trasformò
in un ago.
” Oh, guarda, guarda –
la gente diceva
– l’ago di Garda ”
” Un ago immportante:
è segnato perfino
sull’atlante”….. ( Gianni Rodari )

RIQUALIFICAZIONE VIA ANELLI e GIARDINO MARATONA

Lunedì 27 gennaio sono iniziati i lavori di riqualificazione dell’ultimo tratto di via Anelli che comprendono anche la sistemazione del parcheggio “ maratona” e dell’intero giardino con la sistemazione dell’area giochi.
L’intervento è stato deliberato dalla Giunta comunale il 12 settembre 2013 (delibera n.246 maratona ).
Il cantiere resterà aperto almeno sino alla fine di aprile.
Non ci saranno comunque interruzioni del flusso automobilistico perché via Anelli rimarrà percorribile.
Qualche disagio potrà verificarsi durante il posizionamento della rotatoria, ma dovrebbe essere minimo sia per durata che per entità.

Con questo intervento l’Amministrazione comunale si propone i seguenti obiettivi:
snellire il traffico e diminuire l’inquinamento lungo via Anelli, grazie al collegamento del parcheggio ad est con gli altri due e all’ unico accesso in rotatoria; ( l’ingresso e l’uscita dal parcheggio saranno in alto dalla rotatoria e non più a metà via Anelli eliminando così i blocchi estivi della via)
estendere la pedonalizzazione del lungolago fino alla futura rotatoria, a vantaggio degli esercizi pubblici che si affacciano su via Anelli che potranno ampliare e qualificare i plateatici e organizzare piccoli spazi per eventi;
• riqualificare e ampliare gli spazi per i giochi dei bambini ( l’amministrazione non ha mai neppure lontanamente pensato di eliminare il parco giochi, anzi intende riqualificarlo )
prolungare fino alla futura rotatoria il mercato del martedì, migliorandone la sicurezza.
L’intervento consiste nella realizzazione di una rotatoria all’altezza della curva di via Anelli, di un collegamento fra i tre parcheggi esistenti, nella ricollocazione e potenziamento dei giochi e nella sistemazione dei collegamenti pedonali, adesso poco praticabili a causa delle radici dei pinus pinea che intaccano la superficie.

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I lavori per la rotatoria comportano il taglio di una decina di pini marittimi, autorizzato dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici.
IL pino marittimo non è una pianta autoctona e questi della maratona neppure secolari in quanto piantumati agli inizi degli anni 80.
Inoltre il pino marittimo è una pianta parecchio devastante per l’espansione delle proprie radici ( basta vedere come riduce aiuole e marciapiedi con conseguenti rischi per le persone e pesanti impegni economici per le relative manutenzioni) e , con gli anni può diventare anche pericoloso in quanto a seconda dell’esposizione può inclinarsi e , proprio perché le radici non sono profonde ma in superficie, sradicarsi dal terreno
Nelle prossime settimane, a compensazione, 120 ulivi verranno piantati in diverse zone del nostro territorio (parco del laghetto, parco di via Zeneroni a S. Martino, ecc.): 12 nuovi alberi per ognuno dei pini tagliati.

COSTI
Il costo dell’intera opera ammonta ad euro trecentomila, di cui centocinquantamila finanziati dal Comune di Desenzano e centocinquantamila finanziati dall’autorità di bacino ( autorità che gestisce i porti dei 17 comuni della sponda bresciana con sede a Salò).Nuova immagine